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  Linsolitorisveglio [ ...Lottare finchè esiste la speranza che un riccio riesca ad attraversare l'autostrada... ]
 
 
         
 


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28 giugno 2006

s-Legami

Rapidamente a volte si eseguono esercizi insoliti, come lo sforzo di capire il mondo circostante senza volerne fare parte in alcun modo, senza sentirsi coinvolti in quel tutto che appare sempre più spesso irriconoscibile e incredibilmente isterico.
Osservo dalla finestra gli alberi, le case, i campi, e tutto è avvolto da una leggera sfumatura grigia, un'afa umida che scioglie i contorni, che sfalda in tante briciole ogni cosa rendendo la sensazione di caldo ancora più difficile da sopportare.
Sento qualcuno che litiga, le urla sono forti e le parole si fanno irriconoscibili, riconosco il timbro e immagino il sudore sulla fronte rossa, l'ira sterile di chi non si è mai capito nè sforzato di comprendere. Tutto mi sembra così inevitabile ma allo stesso tempo, per uno strano caso, riesco a sopportarlo con pazienza, forse per la prima volta avverto la necessità di restare fuori, di non entrare in quella stanza per non cadere nelle tagliole nascoste in fretta dal destino.
Lascio agli altri il fastidio della convivenza forzata e della ragione inseguita per sentirsi vivi...
Il sole adesso sembra essersi nascosto per un attimo, si è alzata quasi una leggera brezza...
Prendo
la bicicletta

esonogiànelvento.




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12 giugno 2006

Il DOLOroso cramPo

Faccio fatica a scrivere in questi giorni, avendo quasi paura di ciò che la mia mente può raccontare, contemporaneamente stanco di compilare pagine più simili ad un diario di guerra che ad un quaderno di pensieri. Sto cercando il coraggio di tornare su questi fogli inesistenti ma così importanti e ringrazio tutti quelli che passando lasciano un piccolo saluto… Anche se vi sembro silenzioso, direi meglio assente, ricordate che vi leggo, anche se non lascio tracce del mio passaggio… La mente è vittima di un doloroso crampo.




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28 maggio 2006

LE INCAPACITA' SPONTANEE


Notte… le finestre sono aperte e il silenzio invade la casa invece del contrario… Sto aspettando un segnale, qualcuno che mi faccia squillare il cellulare prima di chiudere gli occhi anche su questa giornata… Qualcuno forse sa che sapore abbia questa attesa, l’acidità di stomaco che mi perseguita mi suggerisce che forse è il caso di abbandonare l’idea di spuntini notturni, indigeribili palliativi di un affetto che stenta a farsi riconoscere.

Tendo l’orecchio cercando di cogliere il passaggio di qualche auto in strada ma non c’è nessuno… Avverto soltanto distintamente lo scricchiolio degli infissi che sembrano rilassarsi dopo aver sopportato il sole tutto il pomeriggio, e il rumore di qualche piccola farfalla, entrata chissà come, da chissà dove, che gioca ostinatamente con la luce discreta di una lampada d’arredamento… Ma quanto ci mette a tornare a casa? Osservo il telefonino e mi detesto perché in questo istante ne sono schiavo, come se la mia apnea finisse con l’arrivo di uno squillo come una vitale boccata d’aria…

Guardo fuori e mi lascio sorprendere da una lucciola che ondeggia nell’erba corta del mio prato, sembra danzare con eleganza ignara di cosa sia un telefonino, e di quanto possa essere, in certi casi, un guinzaglio che si tende senza scatti, una corda dura pronta a tendersi al minimo segnale di sofferenza.

Poi ecco finalmente la lucina del segnale… la vibrazione avverte che quel qualcuno è arrivato a casa e possono terminare le piccole insidiose ansie che un sabato sera può suggerire, assieme alle menzogne, agli inevitabili silenzi che l’ambiguità può costringere ad affrontare e tutto diventa improvvisamente più semplice, anche se ci sarà, quasi con scontata previsione, un messaggio di buonanotte cui rispondere. Certe volte vorrei essere libero di non legarmi ad un cellulare, dimenticarlo in qualche posto della casa, come spesso accade, che finisca sotto il bracciolo del divano, o sotto il cuscino, senza mai sentirsi stupidi al mattino svegliandosi con quest’oggetto stretto in una mano, soltanto perché l’agognata buonanotte è arrivata dopo il sonno,  mortifero e prolungato omaggio del diazepam, in questo caso da 5 mg...

Buonanotte… E, come sempre, pace a tutti.




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15 maggio 2006

Bentornata... :)






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9 maggio 2006

Cercasi urgentemente Esperi Enza

Già sull'altro blog, quando ancora non avevo ricevuto la seconda batosta più grande di tutta la mia vita (la prima è stata la morte di mio padre e dei miei tre nonni nel giro di due anni, con le quali credo di aver vinto l'oscar delle pompe funebri), e di cui probabilmente vi parlerò presto, mi lagnavo della difficoltà a trovare un lavoro e ancora una volta vengo qui a sfogarmi perchè la serie continua...
Pare infatti che la signora più ricercata ovunque sia questa Enza Esperi, senza la quale nessuno sembra disposto ad accordarti un minimo di fiducia... Persino quelli che mi hanno telefonato per uno stage in "recruiting" (ammazza ahò) mi hanno fatto un sacco di lusinghe poi quando hanno scoperto che non avevo "esperienza" mi hanno gentilmente liquidato... Ma se l'annuncio si rivolgeva ai neolaureati o laureati disoccupati da almeno tre anni qualcuno mi deve spiegare come funziona questo sistema? Pure per uno stage ci vuole esperienza?! Mah... poi mi piacciono quelli che mi consigliano cosa fare e come fare... "iscriviti a quei siti, hai presente? tipo infojobs...", ma certo che sono iscritto! E sono iscritto ad altri cento siti del genere! Senza parlare dell'ultimo colloquio fatto per un'agenzia di lavoro iterinale... Tutti e otto i candidati in una stanzetta che sembrava quella dove Grissom e company interrogano gli astutissimi assassini, con una specie di ragazzetta infoulardata Hermes che ci ha fatto presentare (solita storia, chi siete, cosa fate, una qualità e un difetto)... Vi dico solo che l'altro unico uomo presente al "colloquio collettivo" ha esordito dicendo che era un appassionato di fascismo ( considerato che il posto in ballo non era quello di custode alla casa natale del duce ho qualche dubbio che sia stato scelto, però a questo punto non si sa mai...)
Poi è arrivato un momento critico in cui la selezionatrice ci ha detto:" bene, adesso facciamo un gioco... Ci ha distribuito un foglio su cui erano scritte delle cose apparentemente senza senso... In sostanza noi, gruppetto di coniglietti albini, dovevamo metterci tutti insieme al tavolo e progettare un'attività, fondare una specie di società di profitto dividendoci i compiti, decidendo in quale periodo collocarla, in quale luogo, città e regione, settore di mercato, eccetera eccetera... Tempo: venti minuti e lei ci avrebbe osservato senza parlare.
Cosa potranno mai partorire otto teste (di cui una semivuota per il motivo sopradetto) alle dieci del mattino? Insomma, ci siamo inventati di aprire un villaggio turistico in Sicilia, nell'epoca moderna, (che io dico, se avessimo fondato una banca a Firenze nel Cinquecento non ci saremmo arricchiti più velocemente?! mah), ci siamo divisi i compiti e le funzioni e poi allo scadere del tempo dovevamo spiegarle tutto quanto avevamo pensato... In più, alla fine, la gentildonna, gentile e affettata quanto un etto di prosciutto cotto, ci ha chiesto gentilmente di lasciare i fogli coi nostri appunti sul tavolo prima di congedarci...
ALLORA, ma è mai possibile che uno abbia studiato anni e anni di università per poi essere valutato sulla base di un giochino meta-psicologico-pseudo-simbolico-para-idiota e sulla grafologia che avranno senza dubbio utilizzato sui nostri scritti?
Io proprio non capisco... E più mi interrogo più mi chiedo chi avranno scelto... la superbionda mechata col naso di plastica in tailleur nero oppure la piccola fiammiferaia timida seduta in fondo al tavolone con lo sguardo basso? Oppure la regina di master e stage in astrocartochiromanzia vestita come la Clerici nel suo programma serale? Mah... Sarebbe interessante scoprirlo...Almeno saprei su cosa puntare al prossimo colloquio...
E questo è quanto.... Un consiglio, se vi capita non fondate un villaggio turistico in Sicilia, sarà anche bello ma non rende.... Anzi, porta pure male. Meglio la Provenza che Provenzano.





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3 maggio 2006

Fuori dalcomune

Il sole oggi sembra più convinto e osservo fuori dalla finestra un paesaggio fuori dal comune, scrivendo queste parole come sperando che possano cambiare il senso di un'ora, di una giornata, di una vita. La gente continua a passare, la porta si apre e si chiude in continuazione, col ritmo delle palpebre sugli occhi, ed è difficile trovare un po' di concentrazione per cogliere il senso di ciò che sto facendo.
E' così difficile scrivere con questo incauto ottimismo... L'ottimismo mi spaventa perchè non è altro che un'illusione dentro un sogno, e mentre lo scrivo ho l'impressione di incidere con un rasoio il lato fragile della mia esistenza.
Non avrei mai pensato di scrivere da questo luogo, non avrei mai creduto di avere bisogno di cattedrali in mezzo a questa arida burocrazia... Eppure c'è un senso anche in tutto questo, nascosto forse dal fondotinta ipocrita dei sorrisi di chi passa e mi saluta...
Per ora mi basta questo, per quanto possa essere infantile, il verde acceso delle foglie, le sfumature intermedie di una fiducia contestabile.
Buona giornata a tutti. E pace. :)




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29 aprile 2006

Lai uto

Oggi la giornata è corsa via veloce, come quelle macchine che osservi un po' frastornato lungo i rettilinei di città, che passano con incoscienza di fronte agli accidenti dei pedoni barricati come pirati sugli autobloccanti dei marciapiedi.
Complice forse il sole e il vento fresco, le poche nuvole sembravano indifferenti a ciò che accadeva sulla terra ed era netta la sensazione che Dio si fosse distratto in qualche attività di svago, magari a giocare con quei soldatini che anche oggi sono tornati in Italia senza più l'affanno degli orari e dei ritardi, portati in spalla tra fucili alti, accompagnati dalle braccia aperte di presidenti e generali.
Quanto è facile non esserci, quanto è difficile restare, coi proiettili che ti cercano nell'aria e le bombe strane di chi della vita non coglie che la violenza assurda e senza senso di un'innata cattiveria.
Ma anche dove la guerra si combatte tra le pareti domestiche non si coglie l'avvento di una tregua; anche dove si combatte il dolore o il male di una malattia non esiste il sollievo delle armi, delle braccia alzate o dei silenzi lunghi senza parole. I luoghi comuni però sono in ogni angolo, destinazioni sempre ricercate e mete preferite di parenti e amici senza affanno... Il silenzio è troppo.




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27 aprile 2006

Ilsole Dio ggi

sembrava suggerire un cauto ottimismo, scaldando l'anima con pochi raggi diretti ma accoglienti e persino i miei occhi erano più verdi del solito, diluiti quasi lacrimanti quando lo sguardo sfidava il cielo coraggiosa-mente.
Poi, senza sapere il perchè, ma io credo sia colpa dell'ombra, la sera porta i soliti malvagi appetiti, il desiderio di sparire lasciandosi alle spalle lacrime false di partecipazione, sensi di colpa come pistole caricate a salve...

Il venticinque aprile, festa della liberazione, non mi ha liberato da nessuno dei miei incubi.
Pace a tutti e a domani.
Sogni colorati a tutti i miei amici.




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21 aprile 2006

Recuperarsi

Il timore è che tutto si spenga, che il sogno faccia ancora una volta la fine dello specchio, diviso in mille briciole e frammenti, tra le ruvide separazioni del pavimento.
Ed è come quando piove e le gocce urtano le foglie con violenza, staccando spesso piccoli rami deboli e gemme chiuse desiderose di essere un domani fiori.




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19 aprile 2006


La vita a volte non sembra fatta per chi come me degli archi conosce solo il sesto acuto, per chi dell'iride non vede che la somma dei colori, il bianco senza sfumature di una purezza intatta che assomiglia ad un gelido egoismo.
La convinzione di un destino comune, un punto d'arrivo che ci sorprenderà ugualmente vicini, forse adesso o quando meno ce l'aspettiamo, è il motore che mi spinge a cercare ancora, e i microscopici ingranaggi che ci compongono sono sempre più simili a minuscole formiche che anzichè briciole di pane trasportano alla tana piccoli frammenti di felicità possibili.




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